Quando si parla di ristrutturazioni, una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di posare un pavimento SPC sopra una pavimentazione esistente. Il motivo è evidente: evitare demolizioni significa ridurre tempi, costi e disagi.
Tuttavia, questa soluzione non può essere considerata automaticamente valida in ogni situazione. L’SPC è un materiale evoluto, ma come tutti i pavimenti flottanti ha regole precise che devono essere rispettate per garantire stabilità e durata nel tempo.
Capire quando questa scelta è tecnicamente corretta e quando invece è sconsigliata è fondamentale per evitare problemi successivi.
La natura dell’SPC e il suo comportamento nel tempo
L’SPC è un pavimento a base minerale, progettato per offrire stabilità dimensionale e resistenza all’umidità. Non è un materiale rigido come la ceramica, ma nemmeno elastico come altri pavimenti vinilici.
Questo significa che reagisce in modo controllato alle variazioni di temperatura e alle sollecitazioni, ma necessita di un supporto adeguato per funzionare correttamente.
Quando viene posato sopra un pavimento esistente, il suo comportamento dipende quasi interamente dallo stato del sottofondo. Se quest’ultimo non è idoneo, l’SPC non può compensare da solo le irregolarità.
Lo stato delle piastrelle esistenti è determinante
Il primo aspetto da valutare riguarda la stabilità delle piastrelle già presenti. Devono essere perfettamente aderenti, senza suoni a vuoto, crepe o movimenti. Anche piccoli distacchi, spesso invisibili a occhio nudo, possono creare nel tempo flessioni e deformazioni del nuovo pavimento.
Un altro elemento critico è la planarità. Le piastrelle devono formare una superficie regolare. Le fughe troppo profonde o le differenze di quota, anche minime, possono trasferirsi sulla superficie dell’SPC e provocare rumori o irregolarità visibili dopo la posa.
In questi casi è necessario intervenire con una rasatura o un livellamento adeguato, operazione che non può essere saltata se si vuole ottenere un risultato stabile.
Attenzione allo spessore complessivo
Posare un nuovo pavimento sopra quello esistente comporta inevitabilmente un aumento della quota di calpestio. Questo aspetto va considerato con attenzione, perché può influire su porte, infissi, soglie e raccordi con altri ambienti.
Intervenire su questi elementi dopo la posa è sempre più complesso e costoso rispetto a una verifica preventiva. Anche questo rientra nella valutazione tecnica iniziale, che non dovrebbe mai essere trascurata.
Quando la posa sopra piastrelle funziona davvero
Se il supporto è stabile, planare e asciutto, e se la posa viene eseguita rispettando le indicazioni del produttore, l’SPC può essere installato sopra le piastrelle con ottimi risultati.
In questi casi si ottiene un pavimento moderno, continuo e funzionale, senza demolizioni invasive e con tempi di intervento ridotti.
La chiave è sempre la stessa: il risultato dipende più dalla preparazione che dal materiale stesso.
Gli errori più comuni che causano problemi nel tempo
Molti dei problemi attribuiti all’SPC derivano in realtà da valutazioni iniziali errate. Tra gli errori più frequenti ci sono la posa su superfici irregolari, l’assenza di giunti di dilatazione, la mancata verifica dell’umidità e l’uso di materiali non compatibili.
Quando questi aspetti vengono trascurati, il pavimento può muoversi, sollevarsi o produrre rumori. Non si tratta di difetti del prodotto, ma di conseguenze dirette di una posa non corretta.
Posare un pavimento SPC sopra le piastrelle è una possibilità concreta, ma non è una soluzione universale. Funziona solo quando vengono rispettate precise condizioni tecniche e quando il lavoro viene affrontato con competenza.
La vera differenza non la fa il materiale, ma l’analisi preliminare e la qualità della posa. Valutare con attenzione il supporto, le condizioni ambientali e le caratteristiche dell’intervento è l’unico modo per ottenere un risultato stabile e duraturo nel tempo.
Chi affronta questo tipo di intervento con consapevolezza evita problemi futuri e ottiene un pavimento che mantiene nel tempo le prestazioni per cui è stato scelto.
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