C’è una sigla che compare sempre più spesso nelle schede tecniche dei pavimenti: A+. Molti la leggono come un generico bollino di qualità, simile alle stelle degli elettrodomestici. In realtà racconta qualcosa di molto più specifico — e di diretto impatto sulla salute di chi abita quegli spazi.
Capirla non richiede una laurea in chimica. Richiede solo le informazioni giuste.
Da dove viene la classificazione A+
Il sistema di etichettatura A+/A/B/C per le emissioni dei materiali da costruzione nasce in Francia nel 2011, con il Décret n° 2011-321 e successivo aggiornamento con l’Arrêté du 19 avril 2011. È stato il primo paese europeo a rendere obbligatoria l’etichettatura delle emissioni di VOC per i prodotti da costruzione e decorazione destinati agli ambienti interni.
La scala è semplice: A+ è il livello più virtuoso, C il più critico. Non è una valutazione estetica né commerciale: è il risultato di test condotti in camera di prova secondo protocolli standardizzati.
Oggi questo sistema è riconosciuto e adottato come riferimento in tutta Europa, anche se non è ancora obbligatorio in tutti i paesi membri per i prodotti residenziali.
Cosa si misura: i VOC e perché contano
VOC è l’acronimo di Volatile Organic Compounds — in italiano, composti organici volatili. Sono sostanze chimiche che evaporano a temperatura ambiente e si disperdono nell’aria interna degli edifici. Provengono da vernici, colle, trattamenti superficiali, materiali sintetici.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato l’inquinamento dell’aria indoor tra i principali rischi ambientali per la salute umana. Secondo dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), la concentrazione di inquinanti negli ambienti chiusi può essere da 2 a 5 volte superiore rispetto all’esterno — con picchi più elevati nelle prime settimane successive a una ristrutturazione o posa di pavimentazioni.
Tra i VOC più monitorati c’è la formaldeide, classificata dall’IARC (International Agency for Research on Cancer) come cancerogeno di gruppo 1 per gli esseri umani. Presente in alcuni leganti, colle e laminati di bassa qualità, è odorosa a concentrazioni elevate ma spesso impercettibile ai livelli tipici degli ambienti domestici.
I bambini sono fisiologicamente più vulnerabili: respirano più aria per unità di peso corporeo rispetto agli adulti, trascorrono più tempo vicino al suolo e hanno sistemi immunitari e nervosi ancora in sviluppo.
I test tecnici: cosa c’è dietro la sigla
La classe A+ non è un’autodichiarazione del produttore. Si ottiene attraverso prove di laboratorio condotte secondo standard internazionali rigorosi:
EN 16516 — norma europea per la misurazione delle emissioni di sostanze pericolose dai prodotti da costruzione in camera di prova. È lo standard di riferimento oggi più diffuso in Europa per questo tipo di valutazione.
ISO 16000 — serie di norme internazionali per la misurazione della qualità dell’aria indoor, che definisce metodi di campionamento e analisi per VOC, formaldeide e altri inquinanti.
I test simulano le condizioni di un ambiente abitato — temperatura, umidità, ricambio d’aria — e misurano le concentrazioni di sostanze emesse dal materiale dopo un periodo standardizzato. Il risultato determina in quale classe ricade il prodotto.

A+ = sicuro al 100%?
Risposta onesta: A+ è il riferimento più affidabile disponibile sul mercato, ma va sempre letto nel contesto.
La qualità dell’aria interna dipende dall’insieme dei materiali presenti: pavimento, rivestimento delle pareti, mobili, vernici, tessuti. Un pavimento A+ abbinato a una colla di posa con alto contenuto di solventi, o a pareti verniciate con prodotti privi di certificazione, produce comunque un ambiente sub-ottimale.
Questo è il punto che più spesso viene trascurato: la catena della posa è importante quanto il materiale stesso.
Un approccio corretto alla qualità dell’aria indoor prevede coerenza nell’intera filiera: materiale certificato, primer e colla con emissioni controllate, ventilazione adeguata durante e dopo la posa.
Quando questa scelta conta di più
Non tutte le situazioni hanno lo stesso peso. Ci sono contesti in cui la scelta di un pavimento certificato A+ diventa non solo consigliabile ma necessaria:
Camere dei bambini e aree gioco. I bambini trascorrono una parte significativa del tempo in posizione orizzontale o seduta sul pavimento. La vicinanza al suolo aumenta l’esposizione diretta a qualsiasi emissione residua.
Ambienti con riscaldamento a pavimento. Il calore accelera i processi di emissione dei VOC. Un pavimento con bassa performance certificata, abbinato a un impianto radiante, può emettere di più di quanto farebbe in condizioni ordinarie.
Nuove costruzioni e ristrutturazioni complete. Nelle prime settimane post-posa, le emissioni sono generalmente più elevate. Materiali certificati riducono questo picco iniziale in modo significativo.
Persone con sensibilità respiratorie o allergiche. Asma, rinite allergica, sensibilità chimica multipla sono condizioni per cui l’ambiente indoor gioca un ruolo diretto nel benessere quotidiano.
Spazi ad alta permanenza. Camera da letto, soggiorno, ufficio in casa: luoghi dove si trascorrono molte ore consecutive, spesso con finestre chiuse per buona parte dell’anno.
Come leggere la documentazione di un pavimento
Quando si valuta un prodotto, è utile sapere cosa richiedere concretamente:
La scheda tecnica del prodotto deve riportare la classe di emissione VOC, il riferimento alla norma di test utilizzata e il laboratorio che ha condotto le prove. Una certificazione senza riferimento al metodo di test ha un valore limitato.
Le certificazioni di terza parte — rilasciate da enti indipendenti accreditati, non dal produttore stesso — offrono una garanzia superiore rispetto all’autodichiarazione. In Europa, enti come EUROFINS, TÜV e CSTB (il laboratorio francese che gestisce il sistema A+) sono tra i più riconosciuti nel settore.
I CAM — Criteri Ambientali Minimi sono invece lo strumento normativo italiano (D.M. 23 giugno 2022) che definisce i requisiti di sostenibilità ambientale per gli acquisti della pubblica amministrazione, inclusi i materiali da costruzione. Per i professionisti che lavorano su appalti pubblici o edifici scolastici, il rispetto dei CAM non è facoltativo.
I pavimenti SPC e la classe A+
Tra le categorie di pavimento più rilevanti sul mercato attuale, i pavimenti SPC (Stone Plastic Composite, o in italiano composito minerale) meritano un’attenzione specifica. La loro struttura — basata su un nucleo rigido in polvere di pietra e PVC — li rende naturalmente stabili e privi di leganti organici come quelli presenti nel laminato tradizionale.
I prodotti SPC di produzione europea, sottoposti a certificazione A+, rappresentano oggi una delle soluzioni con il miglior rapporto tra prestazioni tecniche, facilità di posa e controllo delle emissioni.
In Nordest Pavimenti la gamma SPC include prodotti selezionati con questo criterio:
Amaron Superiore — alta stabilità dimensionale, progettato per ambienti ad alta frequentazione con esigenze tecniche elevate. → Scopri Amaron Superiore
Mineral 30 — soluzione pratica e robusta per ambienti domestici e commerciali leggeri, con un buon equilibrio tra costo e qualità certificata. → Scopri Mineral 30
Woodric EIR — superficie in rilievo embossed-in-register che riproduce la texture del legno naturale con tecnologia di stampa avanzata. → Scopri Woodric EIR
Una nota per architetti e progettisti
La crescente attenzione al healthy building design sta portando molti studi di architettura e interior design a includere le certificazioni VOC tra i criteri di capitolato, anche in assenza di un obbligo normativo specifico.
Scegliere materiali certificati A+ in fase progettuale non è solo una buona pratica: è un elemento di valore comunicabile al committente, una tutela professionale e un contributo concreto al comfort abitativo dello spazio progettato.
Se state lavorando su un progetto residenziale con esigenze particolari — famiglie con bambini piccoli, clienti con sensibilità dichiarate, ristrutturazioni in ambienti a bassa ventilazione — siamo disponibili per un confronto tecnico sui prodotti e per la fornitura della documentazione di certificazione.
Per concludere
La classe A+ non è un dettaglio commerciale. È il risultato di test standardizzati (EN 16516, ISO 16000) che misurano quanto un materiale contribuisce all’inquinamento dell’aria interna. Scegliere prodotti certificati A+ — insieme a una filiera di posa coerente — è oggi la risposta più concreta disponibile a chi vuole fare una scelta consapevole per gli spazi in cui vive, lavora o progetta.
Fare la domanda giusta al momento dell’acquisto è già un primo passo. Ricevere una risposta documentata è il secondo.
Richiedi una consulenza tecnica e una selezione prodotti certificati → Contattaci per un confronto tecnico
Fonti: OMS – Indoor Air Quality Guidelines; Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA); IARC Monographs Vol. 100F; Décret français n° 2011-321 du 23 mars 2011; EN 16516:2017+A1:2020; ISO 16000 series; D.M. 23 giugno 2022 (CAM Edilizia – Italia)
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